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Ius Soli

"Sulla pelle degli immigrati si sta giocando la campagna elettorale. Questo non è nemmeno uno ius soli. È un surrogato. Meglio di niente. Essendo una legge sui diritti andava votata anche così e i 5S avrebbero dovuto votarla, perchè ci sono battaglie civili che non si possono ignorare. Anche solo simbolicamente vanno appoggiate. Dico anche che siamo stufi di tutte queste astensioni dei 5S, anche questo fare il pesce in barile è campagna elettorale, per paura di scontentare qualcuno dei loro elettori, hanno finito per scontentare tutti. Io non dimentico però che questa gente che oggi fa bella figura a dimostrare che sono interessati ai problemi degli immigrati e dei loro figli è la stessa che non ha mosso un dito quando quei mascalzoni si arricchivano sulle spalle dei più deboli, intascandosi i soldi che la comunità europea aveva stanziato per l'accoglienza. Sono gli stessi che dicono di voler accogliere tutti per poi chiuderli dentro a lager che farebbero impallidire perfin…

Non si vince un mondiale in sella ad un vespino

C’era una volta il Sud. E quando c’era, se ne parlava all’inaugurazione della Fiera del Levante. Anzi si svolgeva addirittura una Giornata del Mezzogiorno con tanto di ministri. Ma almeno le ultime Giornate è meglio dimenticarle, perché erano una parata tale che al confronto quelle sulla Piazza Rossa di Mosca sembravano feste patronali. Presidenti e portaborse arrivavano tanto profumati quanto spocchiosi. Era il trionfo del peggiore meridionalismo che chiedeva assistenza a uno Stato il quale non si faceva pregare pur di non dare al Sud ciò che al Sud serviva davvero. Il professionismo del meridionalismo a caccia di cariche come ora c’è il professionismo dell’antimafia per fare carriera. Un Sud che non può tirare la prima pietra.
Il fatto è che oggi né il Sud né la Questione meridionale esistono più. Scomparsi dall’informazione, tranne che non si scontrino due treni fra Andria e Corato (ma ignorando lo scontro di una settimana dopo in Baviera e con sistemi di controllo molto più sicuri)…

Ferrovie in Sicilia ? .... chi le ha viste ?

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Un punto fisso nelle strategie adottate dai Ministeri dei Trasporti negli ultimi vent’anni è lo spostamento del traffico da gomma a ferro, che vuol dire spostare quanto più possibile passeggeri e merci, da strade e autostrade a treni e ferrovie.
I benefici derivanti da una tale scelta, abbattimento delle emissioni atmosferiche derivanti da traffico veicolare, risparmio drastico del consumo globale di energia derivante da prodotti derivati del petrolio, diminuzione delle cifre di incidentalità stradale e del numero dei morti, ecc., sono macroscopicamente evidenti.
Una strategia vincente destinata, però, solo agli "italiani" che vivono nel nord geografico della penisola italica.
Una tratta ferroviaria siciliana o calabrese che sia in grado di trasferire traffici strategici non è nemmeno prevista. I corridoi europei, oggi, possono essere considerati alla stregua del contratto che Silvio Berlusconi, farsescamente, stipulò con gli italiani. Ognuno, che abbia interessi, li cita, …

Soldi non ce ne sono ... per tutti

Da una inchiesta emerge come la 'ndrangheta avrebbe finanziato i comitati Si Tav. Non ci vuole molto a capire perchè: con il gran numero di appalti, le procedure semplificate, la sostanziale assenza di controlli, i cantieri della tav sono una manna per le associazioni mafiose; si possono fare soldi, affari, distribuire mazzette, far sparire rifiuti tossici e se servisse anche persone.
La cosa strana è come non emerga nulla a proposito della Val di Susa, che pure aveva visto numerosi intrecci tra mafia e lavori per l'autostrada.
Che la Procura della Repubblica di Torino sia troppo impegnata a reprimere i No Tav per accorgersi di cosa combina la mafia?
Comunque, appare chiaro che il rubinetto dei soldi pubblici, destinati agli affari "importanti", resta aperto e nessuno, che abbia titolo a farlo, sembra avere la minima intenzione di chiuderlo.
Da quelle parti la tipica frase: " soldi non ce ne sono", a quanto pare, non ha luogo di essere pronunciata, per nessun…

I siciliani trattati come gli extracomunitari ?

Su tre euro spesi per i forestali, altri due prendono il volo. Parliamo di attrezzature agricole comprate a peso d’oro per i progetti del corpo Forestale, benzina alchilata acquistata a 4,5 euro al litro, a fronte della benzina normale che ha prezzi di mercato di 3 o 4 volte inferiori, forniture richieste senza alcuna razionalizzazione dei costi e senza una centrale unica che permettesse acquisti a prezzi competitivi. Si è davvero fatto di tutto negli ultimi anni per affossare il comparto degli operai forestali, facendo lievitare le spese e addossandone le colpe al costo delle giornate di lavoro degli operai forestali. Un operaio forestale, proprio oggi, mi confermava che che non avevano neanche la benzina per andare sul luogo degli incendi e che comprano loro i fili dei despugliatori. La verità è che è un grande caos amministrativo, ma funzionale a qualcuno. In questo contesto, avere più soldi non servirebbe a niente.
Resta il fatto che le imposte che spetterebbero alla Sicilia le tr…

Il paese dei balocchi

La corruzione dilaga, vale 60 miliardi l'anno e va combattuta «come la mafia». L'illegalità e il malaffare sono sempre più diffuse e devastanti. L'evasione fiscale è da record europeo. Come un disco rotto che si blocca sempre allo stesso punto, l'Italia è ferma al punto di partenza. Vent'anni dopo tangentopoli.
Sanità, opere pubbliche, frodi comunitarie, consulenze, opere incompiute, ritardati pagamenti ai fornitori: è un rosario senza fine di malversazioni quello che si consuma ogni giorno ai danni della cosa pubblica e dei contribuenti onesti. Truffa e falso la fanno da padrone, poi peculato e appropriazione indebita, concussione e corruzione, abuso d'ufficio. Ma le sentenze di primo grado della Corte dei conti possono ben poco: nel 2011, per la corruzione, condanne temporanee per soli 75 milioni. Le briciole, rispetto al maltolto. Anche se gli importi totali delle condanne (non finali) sono schizzati a 354 milioni, il 50% in più dell'anno prima.
Ci spieghe…

Libertà di arricchirsi o ... libertà di morire di fame

"I capitalisti hanno sempre chiamato “libertà” la libertà di arricchirsi per i ricchi e la libertà di morire di fame per gli operai. I capitalisti chiamano libertà di stampa la libertà per i ricchi di corrompere la stampa, la libertà di usare le loro ricchezze per fabbricare e contraffare la cosiddetta opinione pubblica. In realtà, i difensori della “democrazia pura” sono i difensori del più immondo e corrotto sistema di dominio dei ricchi sui mezzi d’istruzione delle masse, essi ingannano il popolo, in quanto lo distolgono, con le loro belle frasi seducenti e profondamente ipocrite, dal compito storico concreto di affrancare la stampa dal suo asservimento al capitale".